Angeli Pierre, discoteche in Italia.
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Riccione e le sue discoteche
I locali da ballo, ben prima dei favolosi anni ’70, erano già molto diffusi nelle località romagnole. Il loro “ruolo istituzionale” consisteva nell’offrire svago notturno ai milioni di turisti che durante la stagione estiva affollavano i Comuni di Rimini e Riccione. Il flusso turistico proveniva da diversi paesi europei, scandinavi in testa, e la lunghissima stagione turistica (da maggio ad ottobre) proponeva le condizioni ideali per lo sviluppo di locali in grado di offrire svago alla parte più giovane della massa turistica. I locali riccionesi più alla moda rispondevano ai nomi di Bollicine, Savioli, Snoopy e Vallechiara. Fin da allora, Riccione era un paese fatto su misura per il turista e le discoteche, per venire incontro alle esigenze dei villeggianti, si trovavano prevalentemente sul lungomare. Facili da raggiungere anche a piedi, a 2 passi dalla più romantica delle spiagge, erano il luogo ideale dove effettuare conquiste amorose. Ma questi locali, più che discoteche, erano delle sale da ballo con caratteristiche ben differenti rispetto alle discoteche d’oggi. L’orario standard andava dalle 21 alla mezzanotte, o poco oltre, e la musica veniva proposta da vere e proprie band invece che dal dj (figura professionale ancora lontana dal nascere). Spesso erano grandi artisti ad animare le serate tanto che era alquanto facile assistere a spettacoli di Mina, Milva, Dorelli, Morandi, Vanoni, I Giganti ed infiniti altri. La selezione all’ingresso era spesso e volentieri portata all’eccesso e senza completo e cravatta era una missione quasi impossibile accedere ai locali di maggior successo.

Nel corso del decennio 1970/1980, come avvenuto precedentemente negli USA, anche in Romagna si assistette ad un portentoso proliferare di locali da ballo oltre a profondi mutamenti nei costumi e nelle mode. Comparsa di discoteche di grandi dimensioni, stravolgimento degli orari rispetto al recente passato investimenti milionari in pubblicità ed animazione sono solo alcuni degli aspetti rivoluzionari del nuovo modo di vivere la notte. Tuttavia la cultura dance, che stava alla base del fenomeno discoteche negli USA, non riuscì a radicarsi presso le nuove generazioni e l’affermarsi dell’elemento discoteca nello stile di vita notturna si limitò alla sua parte più visibile ed esibizionista. Nonostante questa menomazione, gli anni ’80 furono gli anni d’oro delle discoteche di Riccione con la consacrazione di Riccione come Capitale italiana del mondo della notte. Discoteche come Baia Imperiale (nelle vicinanze di Riccione ed inizialmente chiamata Baia degli Angeli), Cocoricò, Pascià, Peter Pan, Prince (originariamente Da Dà ed in seguito White Elephant) diventarono club cult per le nuove generazioni. In questi eleganti locali si ritrovavano persone di ogni ceto sociale (politici, calciatori, imprenditori ed artisti ma anche operai, impiegati e studenti) unite dalla passione per l’house music e, soprattutto, dalla voglia di apparire e socializzare. Look eleganti e sofisticati (anche da parte di giovani e studenti) erano caratteristica fondamentale delle discoteche degli anni ’70 ed ’80 e la possibilità di essere respinti all’ingresso per motivi di look era sempre presente. Tanto successo portò enormi benefici economici alla città di Riccione ma nonostante questo un certo fastidio nei confronti della “night life” causò diverse battaglie fra parte della cittadinanza ed il mondo delle discoteche. Il risultato più evidente di queste tensioni fu “l’espulsione” delle discoteche dalle zone nelle vicinanze del mare ed infatti i locali più conosciuti di Riccione sono ubicati in aree interne del territorio comunale (la collina delle discoteche di Riccione è famosa perché ospita in pochi chilometri alcune delle discoteche più famose d’Europa: Aquafan, Cocoricò, Pascià, Peter Pan e Prince).

Il periodo d’oro delle discoteche terminò nel corso degli ultimi anni ’80 per poi assistere, durante gli anni ’90, al crollo dei valori fondanti delle discoteche cult: lusso, sfarzo ed eleganza lasciarono il passo ai valori emergenti (trasgressione, voglia di ballare fino allo sfinimento e grande attenzione all’aspetto musicale) del nuovo modo di vivere la discoteca. I locali tendenziosi del riccionese presero il sopravvento sui locali fashion e questo portò ad un radicale cambiamento negli arrivi turistici. Riccione fu costretta a lasciare la leadership del turismo notturno più elegante all’allora emergente cittadina di Milano Marittima e, ancor più recentemente, a Marina di Ravenna Gli ultimi anni ’90 segnarono una profonda trasformazione del mondo della notte con un rimescolamento di locali all’interno delle 3 diverse categorie di discoteche (fashion, tendenza e commerciale). Fra i locali “fashion”, adatti ad un pubblico adulto, elegante e selezionato, si sono affermati il Byblos, il Pascià, il Prince e la Villa delle Rose. Il settore “di tendenza”, adatto ad un pubblico giovane e trasgressivo nel look, è dominato da Cocoricò, Echoes/Liz e Peter Pan. Ed infine il settore “commerciale” rivolto ad un pubblico giovane ma con scarsa simpatia per trasgressione e musica super ritmata; da segnalare Altro Mondo Studio’s, Aquafan e Baia Imperiale. Un settore in leggera flessione che ancora possedeva talmente tanta energia da dar vita ad una seconda Fiera, sempre in quel di Rimini, denominata “Nightwave”. Conosciuta come la “Fiera delle discoteche” si affermò immediatamente come l’evento di musica, tendenze e culture club in Europa. La manifestazione rimase in vita sino al 2001, cancellata dalla profonda crisi economica derivata dai tragici eventi dell’11 settembre 2001.

Ripercorrendo la storia delle discoteche siamo giunti ai nostri giorni. Il periodo d’oro dei locali è ormai un lontano ricordo ma la passione per le discoteche rimane sempre viva, specialmente nel pubblico più giovane. La Fiera di Rimini continua a proporre l’evento biennale SIB, nato in pieno delirio da discoteca, che ancora oggi attira in Romagna, per i 4 giorni della fiera, uno scatenato popolo di appassionati del mondo della notte: designer, gestori di locali, dj, vj, organizzatori di eventi, art director, pr e barman. Inoltre è bene sottolineare che Riccione rimane la città con le discoteche più amate d’Italia e quasi tutti i principali protagonisti del mondo della notte si sono formati professionalmente collaborando con le discoteche riccionesi. Lo sviluppo di locali in varie città italiane e l’affievolirsi della passione verso il mondo della notte ha drasticamente ridotto il fenomeno del “nomadismo”, cioè la moda di viaggiare per tanti chilometri per passare una notte in discoteca. I primi anni del nuovo millennio fanno presupporre ulteriori rivoluzioni nel modo di vivere la notte da parte dei giovani. Le discoteche “classiche” di Riccione hanno leggermente subito l’affermarsi di nuovi locali “multifunzionali”. Tali luoghi di ritrovo, oltre ad essere situati sulla favolosa spiaggia di Riccione, sono in grado di offrire divertimento di diverso genere come aperitivi, happy hour e cene in ambienti eleganti e riservati. Il tutto con ingresso libero!


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