I
locali da ballo, ben prima dei rivoluzionari anni ’70, erano già molto diffusi nelle località romagnole. I
locali più famosi, all’epoca, rispondevano ai nomi di
Altro Mondo Studio’s,
Bandiera Gialla,
Blow Up,
Carnaby,
Embassy,
Melody Mecca,
Mon Amour,
Paradiso,
Tana del Lupo e
Velvet. Queste
discoteche si raggruppavano in 2 grandi categorie:
discoteche per i riminesi e
discoteche per i turisti.
Le
discoteche frequentate da riminesi si trovavano in zone interne alla città, ad esclusione dell’
Embassy, e l’ingresso era regolamentato da un forte livello di selezione basata su look ed età anagrafica. La selezione all’ingresso era spesso e volentieri portata all’eccesso e senza completo e cravatta era una missione quasi impossibile accedere ai
locali di maggior successo. Fra le tante leggende legate alle
discoteche è particolarmente indicativa dello spirito dell’epoca la storia dell’
Embassy che si permise di “tener fuori” l’avvocato Gianni Agnelli, uno degli uomini più eleganti nella storia italiana, che “osò” presentarsi all’ingresso dello storico
locale riminese privo di cravatta.
Probabilmente si tratta di una semplice leggenda ma aiuta a capire l’importanza data all’eleganza nei decenni che precedono la rivoluzione del settore
discoteche. L’
Embassy è ricordato anche come il locale in cui si esibiva un allora giovanissimo cantante divenuto poi famoso per ben altri motivi, il suo nome è Silvio Berlusconi.
I
locali turistici erano tutti ubicati sul lungomare di
Rimini, proponevano musica commerciale e naturalmente non effettuavano nessun tipo di selezione all’ingresso (il concetto di look è una tipica fissazione di noi italiani!). Francesi, tedeschi e scandinavi rappresentavano la clientela tipica di questi
locali e su questa base attiravano diversi giovani italiani, in particolar modo i vitelloni romagnoli, in cerca di facili conquiste amorose. Nessuna concessione alla trasgressione o al semplice gusto di “apparire” in questo genere di
discoteche che, ancora oggi, ripropongono lo stesso modo di vivere la notte.
Ma questi
locali, più che
discoteche, erano delle vere e proprie sale da ballo con caratteristiche ben differenti rispetto alle
discoteche d’oggi.
L’orario standard andava dalle 21 alla mezzanotte o poco oltre. Invece dell’attuale dj erano vere e proprie band a proporre canzoni e melodie. Spesso erano grandi artisti ad animare le serate, almeno nei
locali più modaioli, tanto che era alquanto facile assistere a spettacoli di Mina, Milva, Johnny Dorelli, Gianni Morandi, I Giganti, Ornella Vanoni ed infiniti altri.
Nel corso del decennio 1970/1980, come avvenuto precedentemente negli USA, anche a
Rimini si assistette ad un portentoso proliferare di
locali da ballo e a profondi mutamenti nei costumi e nelle mode. Il lungomare di
Rimini, popolandosi di tanti piccoli
locali quali
Bahamas,
Barcelona,
Cellophane,
Chic,
Dolcevita e
Rockhudson, diventò il centro della movida riminese. Tuttavia la cultura dance, che stava alla base del fenomeno
discoteche negli USA, non riuscì a radicarsi presso gli appassionati italiani e l’affermarsi dell’elemento
discoteca nello stile di vita notturna si limitò alla sua parte più visibile ed esibizionista.
Nonostante questa menomazione, gli anni ’80 furono gli anni d’oro delle
discoteche italiane con la consacrazione di
Riccione come Capitale italiana del mondo della notte. Il successo conseguito da
Riccione portò infiniti benefici anche alla nightlife riminese. Sulla scia delle
discoteche riccionesi anche il
Paradiso si affermò come uno dei più importanti
locali fashion d’Italia, ospitando personaggi famosi che fungevano anche da testimonial. Look eleganti e sofisticati (anche da parte di giovani e studenti) erano caratteristica fondamentale delle
discoteche degli anni ’70 ed ’80 e la possibilità di essere respinti all’ingresso per motivi di look era sempre presente.
Il periodo d’oro delle
discoteche terminò nel corso degli ultimi anni ’80 per poi assistere, durante gli anni ’90, al crollo dei valori fondanti delle
discoteche cult: lusso, sfarzo ed eleganza lasciarono il passo ai valori emergenti (trasgressione, voglia di ballare fino allo sfinimento e grande attenzione all’aspetto musicale) del nuovo modo di vivere la
discoteca.
Rimini, seguendo lo stesso destino di
Riccione, fu costretta a lasciare la leadership del turismo più elegante all’allora emergente cittadina di Milano Marittima e, ancor più recentemente, a Marina di Ravenna.
Gli ultimi anni ’90 segnarono una profonda trasformazione del mondo della notte italiana con la nascita di 3 diverse categorie di
discoteche (fashion, tendenza e commerciale). Il settore
discoteche “fashion” proponeva, nel riminese, solo
Embassy e
Paradiso mentre il settore commerciale comprendeva tutti i restanti
locali del riminese. La trasgressione vera e propria non è mai riuscita ad affermarsi in questa splendida località turistica, probabilmente perché il turista straniero non è propriamente un appassionato di musica house.
Il settore delle
discoteche, in fase di leggera flessione verso la fine degli anni ’90, possedeva ancora tanta energia da dar vita ad una seconda Fiera, sempre in quel di
Rimini, denominata “
Nightwave”. Conosciuta come la “Fiera delle
discoteche” si affermò immediatamente come l’evento di musica, tendenze e culture
club in Europa. La manifestazione rimase in vita sino al 2001, cancellata dalla profonda crisi economica derivata dai tragici eventi dell’11 settembre 2001.
Percorrendo la storia delle
discoteche di Rimini, siamo giunti ai nostri giorni. Il periodo d’oro dei
locali è ormai un lontano ricordo ma la passione per le
discoteche rimane sempre viva, specialmente nel periodo estivo e nel pubblico più giovane. La Fiera di
Rimini continua a proporre l’evento biennale SIB, nato in pieno delirio da
discoteca, che ancora oggi attira in Romagna, per i 4 giorni della fiera, uno scatenato popolo di appassionati del mondo della notte: designer, gestori di
locali, dj, vj, organizzatori di eventi, art director, pr e barman. I primi anni del nuovo millennio fanno presupporre ulteriori rivoluzioni nel modo di vivere la notte da parte dei giovani.
Le
discoteche “classiche”, a
Rimini e
Riccione come in tutta Europa, hanno leggermente subito l’affermarsi di nuovi
locali “multifunzionali”. Tali luoghi di ritrovo, oltre ad essere situati sulla favolosa spiaggia che va da Misano a
Rimini, sono in grado di offrire divertimento di diverso genere come aperitivi, happy hour e cene in ambienti eleganti e riservati. Il tutto con ingresso libero, a parte il costo della cena, e forse proprio questo è il segreto di tanto successo delle
discoteche.
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